Shopping e disabilità: quando andare a fare spese diventa frustrante

Sempre più aziende di abbigliamento cercano di facilitare gli acquisti online alle persone disabili attraverso screen reader per non-vedenti e nuove applicazioni

Fare shopping fa bene alla salute, lo dimostrano diversi studi che hanno valutato l’effetto che lo shopping ha sulle persone. Il mondo femminile è quello cui lo shopping dà maggiori soddisfazioni, ma anche gli uomini non sono da meno.

Quante donne, soprattutto coloro che lavorano e riescono ad essere economicamente indipendenti, non appena ritirato lo stipendio si fiondano entusiaste nel proprio negozio di abbigliamento preferito o anche al centro commerciale, per regalarsi una giornata tutta per sé all’insegna del relax e di nuovi acquisti?

Moltissime!

Perché fare shopping è da sempre visto come un’attività antidepressiva, gratificante e rilassante.

Purtroppo non per è così proprio per tutte. Ci sono donne per cui andare a fare spese diventa spesso fisicamente stancante, demotivante e rappresenta una vera a propria frustrazione da cui periodicamente non si può proprio scampare.

Sono proprio le donne che devono quotidianamente fare i conti con la disabilità, la quale inevitabilmente tiene vincolato a sé il loro modo di vestire e le loro esigenze.

Shopping e disabilità

Il desiderio di uno Shopping accessibile a tutti

Le donne disabili, così come gli uomini, vorrebbero davvero potersi concedere il privilegio di qualche piacere materiale, ma a volte le circostanze non permettono proprio loro di farlo.

Anche quando arriva il fatidico e fortunato momento in cui si si riesce a trovare il capo tanto desiderato, non è detto che si possa provare perché quasi tutti i negozi sono sprovvisti di camerini spaziosi in cui entrare, sedersi, e magari osservare come cade l’abito in uno specchio in cui potersi riflettere a figura intera.

Qualcosa in questo 2018 inizia timidamente a muoversi e lentamente a migliorare. Come i nuovi spaziosi e accoglienti camerini a misura di disabile realizzati in quasi tutti i punti vendita del negozio sportivo Decathon durante l’ultimo anno: questi sono in grado di ospitare comodamente una carrozzina per disabili, senza avere il solito problema di provare a passare nella porta senza poterci riuscire.

Le cose stanno cambiando

Shopping e disabilità

Ad aprile il rinomato stilista Tommy Hilfiger ha messo in vendita, per ora solo negli Stati Uniti, la sua prima collezione di abiti per adulti disabili, che prevede accorgimenti come chiusure in velcro, bottoni magnetici e orli regolabili così che vestirsi sia più rapido e facile.

Trovare abiti adeguati non è però l’unica difficoltà che incontrano le persone disabili, che spesso fanno fatica ad arrivare fisicamente in un negozio di abbigliamento, vuoi per le barriere architettoniche dei posti in cui vivono che rendono gli spostamenti complicati, vuoi per la natura stessa della disabilità o della malattia, che in alcuni casi può costringerle a letto lunghi periodi.

Le persone non vedenti possono per esempio comprare servendosi di uno screen reader, e cioè un software in grado di leggere il testo sullo schermo di un computer.

È però necessario che il sito Web sia progettato anche per essere letto, cosa che accade raramente: troppe finestre creano confusione al lettore, le descrizioni dei capi non sono esaustive, o mancano del tutto, e spesso i colori vengono letti come sequenze di numeri.

Sono molto utili anche le descrizioni, i commenti e le recensioni di coloro che hanno comprato un prodotto, feedback spesso accurati e scritti in modo informale e piacevole, contrariamente a quelli finti e ingessati dell’azienda.

Per chi è costretto a comprare quasi solo online, è molto utile anche il servizio che, una volta scelto un capo, propone direttamente gli abbinamenti, ed i prodotti correlati, così si ha maggiormente l’impressione di fare shopping.

Inoltre tra poco si sarà una nuova possibilità per chi non può andare nei negozi, ma ha nostalgia di quella esperienza, frustrante per alcuni, ma appagante e terapeutica per altri: l’anno scorso l’azienda di abbigliamento American Eagle ha iniziato a testare un'app che consentirà ai clienti di entrare in remoto nel negozio, mentre un commesso cammina da uno scaffale all’altro mostrando gli abiti!

Verso uno shopping più accessibile

Insomma, sembra ancora davvero troppo poco diffusa l’attenzione riservata a questo tema, soprattutto se si pensa che le persone (donne e uomini) con una disabilità motoria in Italia sono oggi ben 4,5 milioni: si tratta di italiani come tutti gli altri e con il medesimo potere e diritto d’acquisto, che meritano di poter essere soddisfatti senza doversi "accontentare" di scelte obbligate su articoli di quotidiana necessità, dopo magari aver ricercato gli stessi per mesi e senza successo.

Si fa sempre più forte la voce delle persone disabili che non accettano più di acquistare a scatola chiusa, senza poter provare i prodotti e accontentandosi di quello che c’è, persone che, come tutte le altre, sentono il desiderio di riscoprire il piacere di un pomeriggio tra le vetrine luminose e attraenti dei negozi.

In fondo le persone disabili pretendono ciò che dovrebbe essere la normalità: qualche vestito e paio di scarpe, non un ago in un pagliaio!