Abbattimento delle Barriere Architettoniche

A volte è solo la fantasia che manca

La sensibilità verso il problema delle barriere architettoniche è, fortunatamente, in aumento. Molto è stato fatto in questi ultimi anni, ma moltissimo si deve ancora fare.

Quello che spesso manca è una "conoscenza tecnica" di ciò che può rappresentare una barriera architettonica. Alcuni ostacoli, che per la gente senza problemi di deambulazione non vengono neanche considerati ostacoli, sono invece, per altri, enormi problemi.

Molto spesso, quindi, non mancano tanto la sensibilità o la buona volontà, ma manca la conoscenza di quello che sono le reali esigenze di chi qualche problema lo ha davvero.

Riportiamo alcuni esempi di come tante persone, senza una volontà specifica, ma magari solo perché, in maniera superficiale, non ci hanno pensato, o non immaginano il danno che arrecano compiendo azioni di per sé innocue, ostacolano ulteriormente la mobilità di altri:

  • parcheggiare la bicicletta legandola ad un palo della luce: significa spesso invadere il marciapiede ostacolandone il passaggio;
  • parcheggiare "per un attimo" l’auto sul marciapiede per un acquisto "veloce" in un negozio: significa che ciascuno blocca il percorso per "un attimo", ma nel conteggio delle ore, sommando gli "attimi", è più il tempo in cui il passaggio è ostacolato da un’autovettura rispetto a quello in cui è libero;
  • occupare i marciapiedi con vasi di piante, cartelli temporanei, tavolini o sedie, oltre il consentito: sicuramente abbelliranno la via e attireranno clienti, ma spesso sono fonte di ingorghi pedonali e chi ne fa le spese sono i soliti noti.

Esistono poi altri esempi di barriere architettoniche strutturali, alle quali nessuno fa caso:

  • le radici degli alberi che rovinano i marciapiedi;
  • lo stato di manutenzione del manto stradale e delle rampe per le strisce pedonali;
  • l’accesso ai bancomat, non tutti fruibili;
  • l’accesso ai mezzi pubblici, spesso con soluzioni pensate, ma non utilizzabili;
  • il gradino di ingresso ai negozi.

A proposito di questo ultimo problema, tanti comuni italiani stanno intervenendo incentivando i negozianti a rendere accessibile il proprio esercizio. Primo fra tutti il Comune di Milano che con il nuovo regolamento edilizio, all’art.77 obbliga tutti gli esercizi commerciali all’acquisto di una rampa portatile/removibile, a norma CE, con campanello di chiamata esterna.