Report dell'Istat sull'accessibilità delle scuole italiane

L'inclusione scolastica dei disabili in Italia: i dati di gennaio 2019

I dati del report annuale dell'Istat "L'inclusione scolastica: accessibilità, qualità dell'offerta e caratteristiche degli alunni con sostegno" relativo all'anno scolastico 2017/2018 ci informano che soltanto il 32% delle scuole italiane risulta accessibile per gli alunni disabili.

L'indagine per la prima volta include anche la scuola dell'infanzia e la scuola secondaria di secondo grado, fornendo un quadro più ampio dell'accessibilità degli edifici scolastici ai disabili. Parliamo quindi di di 56.690 scuole prese in esame, frequentate da 272.167 alunni con sostegno.

I dati di questa indagine ci aiutano a capire su quali nodi specifici soffermarsi per la lotta per l'inclusione dei disabili negli edifici scolastici e ci informano della presenza di ancora troppe barriere architettoniche e non solo.

Le barriere architettoniche nelle scuole

Report dell'Istat sull'accessibilità delle scuole italiane

Nel report vengono definite accessibili dal punto di vista fisico-strutturale solamente quelle scuole che possiedono tutte le caratteristiche come ascensori, bagni, porte e scale a norma e che sono attrezzate di rampe esterne e/o servoscala.

Nel Sud Italia solo il 26% degli edifici è a norma, mentre la situazione migliora al Nord dove le scuole accessibili ai disabili sono il 40%.

Molti ragazzi disabili, al gorno d'oggi, hanno difficoltà a raggiungere la propria classe, proprio perchè meno di una scuola su tre è accessibile: a mancare sono ascensori a norma, servoscale e rampe.

Come puoi leggere nei nostri articoli su #MOLLALOSCIVOLO e #CEDIILPOSTO, numerose sono le campagne di sensibilizzazione per rendere accessibili ai disabili quanti più spazi della quotidianità e che contribuiscono ad accrescere la sensibilità verso le barriere architettoniche, ma la strada da percorrere è ancora in salita prima che la situazione nelle scuole cambi.

Neanche la tecnologia, con i suoi continui miglioramenti (come per esempio il progetto tecnologico di inclusione "Libri per tutti" approfondito qui) per il supporto alla promozione dell'accessibilità, viene utilizzata a dovere.

Per esempio i facilitatori senso-percettivi che consentono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi nell'edificio scolastico, sono presenti solo nel 18% delle scuole. Mentre in una scuola su 4 mancano postazioni informatiche adatte agli alunni con sostegno.

Carenza di strumentazioni tecnologiche adatte

La strumentazione didattico-informatica adatta ai disabili resa facilmente fruibile e posta all'interno dell'aula dove si svolgono le ore di lezione favorisce il processo di inclusione scolastica dei disabili, ma anche qui si riscontrano dei problemi.

In particolare, solo il 16% delle scuole dell’infanzia usa i personal computer a supporto dell’alunno. Per i restanti ordini scolastici, un istituto su quattro risulta carente di impostazioni informatiche destinate agli alunni con sostegno.

Le regioni con la maggiore dotazione di postazioni adattate sono l’Emilia Romagna (85%), la Provincia Autonoma di Trento 84,2% e la Toscana (82%) mentre le scuole meno dotate si trovano nella Provincia Autonoma di Bolzano (51%).

Inoltre la collocazione delle postazioni informatiche in classe risulta poco diffusa (43% delle scuole), il posizionamento è più frequente in aule specifiche per il sostegno (45%) o in laboratori dedicati (57%).

Per coloro che usano un PC o un tablet (60% degli alunni con sostegno), non sempre lo strumento viene messo a disposizione dalla scuola: nel 12% dei casi è la famiglia stessa che provvede a fornire il dispositivo, percentuale che sale al 21% se si considerano gli alunni che utilizzano il PC tutti i giorni.

Gli strumenti braille sono diffusi solo nello 0,8% delle scuole, la sintesi vocale viene usata nell’1,7% degli istituti così come i video ingranditori, e solo lo 0,8% delle scuole ha a disposizione sistemi tecnologici adatti ai non udenti.

Carenza di personale specializzato

Report dell'Istat sull'accessibilità delle scuole italianeUno dei problemi più rilevanti nella lotta per l'inclusione dei disabili nelle scuole è l'insufficienza dei docenti di sostegno specializzati. Questo causa la mancanza di continuità tra docente e alunno: il 41% degli alunni ha cambiato insegnante rispetto all’anno precedente, mentre il 12% lo ha cambiato nel corso dell’anno scolastico.

Se da un lato il rapporto alunno-insegnante previsto per legge risulta pienamente soddisfatto su quasi tutto il territorio nazionale, dall’altro la carenza di insegnanti specializzati ha portato a dover selezionare il 36% dei docenti dalle cosiddette liste curriculari che dispongono di insegnanti destinati all'intera classe e quindi non specializzati nel sostegno.

Gli insegnanti di sostegno, secondo i dati del MIUR, sono circa 156mila, con un rapporto di 1,5 alunni per insegnante, con una dotazione di insegnanti per il sostegno nel Sud Italia di 1,3 alunni per insegnante.

Carenza di ore di sostegno

Una riflessione andrebbe fatta anche sul numero di ore destinate al sostegno: le ore settimanali assegnate in media a ciascun alunno ammonta a 13,7. Nella scuola primaria si arriva a 15 ore, mentre nella secodaria di primo grado sono 11,9.

Un altro dato divide l'Italia in due: le scuole del Sud hanno mediamente tre ore settimanali in più rispetto a quelle del Nord.

Un problema quello delle ore che ha portato il 5% delle famiglie degli alunni con sostegno a presentare ricorso al Tribunale civile o al TAR ritenendo l’assegnazione delle ore non idonea a soddisfare i bisogni dell’alunno.

Un dato confortante relativo all'inclusione scolastica dei disabili è invece quello relativo alla partecipazione ai lavori svolti in aula. Gli alunni con sostegno passano la maggior parte del loro tempo all’interno della classe e svolgono attività didattica al di fuori dell’aula in media tre ore settimanali nella primaria e quattro alle medie.

Il bisogno di risposte concrete

Come si può notare, nonostante la buona volontà di alunni, famiglie e insegnanti, ancora molte sono le carenze e i problemi da affrontare riguardo al tema dell’inclusione dei disabili negli edifici scolastici. Proprio a questo bisogno vogliamo continuare a rispondere noi di UP Italia - Pedane Disabili.

Ogni nostra giornata di lavoro non è che l'incessante tentativo di migliorare questa situazione in favore dell’abbattimento di barriere architettoniche, fornendo, con la vendita delle nostre pedane, soluzioni concrete per il superamento di ogni piccolo dislivello.

L’educazione alla consapevolezza che alcuni elementi della vita quotidiana sono ostacoli e barriere per alcuni di noi va fatta sì a parole, ma anche tramite le strutture scolastiche a norma, gli insegnanti specializzati, e una tecnologia adatta allo scopo.