Moby: il progetto italiano di sharing mobility per disabili

Facilitare la mobilità urbana con il servizio di sharing mobility per disabili

L'idea di base è quella del bike sharing, di cui usufruiamo ormai tutti, ma pensato per abbattere le barriere archittetoniche e permettere alle persone in carrozzina di avere un servizio di sharing mobility pensato per i disabili.

Il progetto è stato ideato dall'azienda italiana Italdesign che, posizionandosi tra i cinque finalisti Mobility Unlimited Challenge, è riuscita ad ottenere un supporto economico di 500.000 dollari con i quali portare avanti Moby e procedere alle successive fasi di sviluppo.

Tale contest è stato indetto dalla Toyota Mobility Foundation con l'obiettivo di supportare lo sviluppo di tecnologie assistive intelligenti in grado di migliorare l'accessibilità per persone con disabilità nel mondo, partendo dalla propria città, per una mobilità senza limiti e per una maggiore indipendenza delle persone con disabilità motorie.

Il CEO di Italdesign Jörg Astalosch ha dichiarato:

"Onestamente non potremmo iniziare meglio il nuovo anno. Siamo orgogliosi di essere uno dei cinque finalisti di questa sfida. Noi, come azienda che fornisce servizi di mobilità a industrie di tutto il mondo, crediamo fermamente che la mobilità futura debba avere un impatto positivo sulla vita di tutti. Moby è parte di questa visione, che speriamo davvero di portare alla realtà, per offrire, in collaborazione con i Comuni e altre aziende, un nuovo servizio per facilitare la vita quotidiana degli utenti di sedie a rotelle".

Come funziona Moby?

Moby: il progetto italiano di sharing mobility per disabiliIl principio di Moby è esattamente quello del bike sharing: una volta effettuata la registrazione sull'app e localizzato il punto di interesse, cerchi l'hub a te più vicino, prenoti Moby tramite l'app e con calma raggiungi il punto di raccolta.

Questi mezzi, ideati con l'obiettivo di superare le barriere architettoniche e consentire una più semplice mobilità urbana ai cittadini disabili, si presentano come dei quadricicli elettrici dal design tecnologico ed elegante, dotati di dispostitivi che permettono una guida semiautonoma.

All'hub di raccolta, potrai salire a bordo del Moby prenotato direttamente con la sedia a rotelle e muoverti in maniera molto più libera per la città. A fine servizio lascerai il mezzo al punto di raccolta a te più vicino, pronto per essere riutilizzato da altri utenti. Esattamente come si fa con alcuni bike sharing.

L'iscrizione tramite l'app permette inoltre di comunicare con il dispositivo stesso, con altri utenti per chiedere informazioni o inviare segnalazioni rispetto al servizio utilizzato, o anche con altri mezzi di trasporto e altre app tramite API.

Quindi un progetto improntato non solo a ridurre i limiti della mobilità di persone in carrozzina per la città, ma anche un tentativo di rendere quanto più accessibile la propria città.

Infatti Moby dispone, al proprio interno, di speciali dispositivi e sensori che permettono di evitare collisioni rilevando la presenza di ostacoli fissi o mobili come per esempio i pedoni. Grazie al suo design progettato per superare le barriere architettoniche urbane, Moby è in grado anche di superare i piccoli dislivelli.

La sfida della tecnologia per superare le barriere architettoniche

Moby: il progetto italiano di sharing mobility per disabili

Il contest ha coinvolto ingegneri, innovatori e designer di tutto il mondo, invitandoli a pensare tecnologie rivoluzionarie e sistemi intelligenti in grado di superare le barriere architettoniche urbane, garantendo una maggiore facilità per i disabli a vivere la propria città.

Moby si unisce ad altri progetti italiani con la volontà di combattere le barriere architettoniche e rendere quanti più spazi accessibili a tutti, come per esempio il prototipo di sedie a rotele che sale le scale, di cui abbiamo parlato in questo articolo.

Al fine di sviluppare dispositivi che si integreranno perfettamente nelle vite e negli ambienti degli utenti, è importante la collaborazione, di questi innovatori, con gli utenti finali.

Serena De Mori, responsabile del progetto Moby, ha dichiarato:

"Moby è un'idea a cui stiamo lavorando da un po' di tempo, creando un team di progetto affiatato con utenti di sedie a rotelle. La loro richiesta principale era di rendere il loro viaggio quotidiano più facile e fisicamente meno impegnativo. Non vediamo l'ora di portare questo concetto alla realtà e di lavorare con gli utenti per migliorarlo nel tempo."

In attesa della parte finale della Challenge, Italdesign continua a portare avanti il progetto di realizzazione di Moby insieme a designer e ingegneri che affiancheranno lo sviluppo fino al 2020, quando sarà decretato il vincitore finale del contest.