Lavoro disabili e ristorazione: due realtà tra loro connesse

Quando l’integrazione passa attraverso la ristorazione

Lavoro disabili: questo tema oltre ad essere sempre attuale, è anche un aspetto che interessa fortemente amici e parenti di una persona disabile. Avere un lavoro vuol dire raggiungere indipendenza e autonomia economica, poter interagire con colleghi e clienti e avere uno scopo nella vita. Il lavoro porta anche gioia poiché, grazie allo stipendio, tutti possono concedersi vacanze o qualche sfizio: i disabili non sono da meno!

Spesso si sente parlare di categorie protette e di una loro integrazione, ma non tutti si aspetterebbero di trovare persone affette da disabilità all’interno di un bar o di un ristorante, soprattutto non nella veste di gestori. UP Italia, oggi vuole parlare di questa bella realtà che, piano piano, si sta diffondendo in tutta Italia. Una realtà che non solo ci fa ben sperare per il futuro ma che ci riempie di tanta gioia.

The Square - American grill & lounge bar

The Square è un ristorante di Vignola in provincia di Modena, famoso non per i suoi patti ma per il personale che vi lavora. Si tratta di un locale che ormai da mesi ha aderito al progetto #Socialavoratori - dall’inclusione all’autonomia, un programma volto a coinvolgere i ragazzi disabili in una formazione lavorativa che li possa aiutare nel loro futuro.

A The Square si trovano ben 16 disabili di età compresa tra i 20 e i 55 anni, impegnati nella gestione della sala o in cucina come aiuto cuoco. Tutti sono consci che solo con questi progetti concreti è possibile migliorare il futuro dei disabili, consentendo loro di raggiungere un’autonomia che, fino a qualche decennio fa, era solo un’utopia.

Lavoro disabile: altri esempi di integrazione e autonomia

The Square non è l’unico esempio in Italia di lavoro disabile e integrazione. Per fortuna, negli ultimi anni, sono sempre di più i locali gestiti da persone portatrici di una forma di disabilità: in questi luoghi sono i clienti a doversi adeguare ai lavoratori e non il contrario.

Il Bar Senza Nome è il primo bar di Bologna gestito da non udenti. Situato in pieno centro storico, di fronte al Mercato delle Erbe, questo locale non solo assume disabili, ma commercializza prodotti (vino e succhi di frutta) provenienti da aziende agricole gestite da sordi. Il Bar Senza Nome garantisce quindi una grande rete di supporto per i portatori di disabilità favorendo il loro lavoro e la loro integrazione. All’ingresso del bar i proprietari hanno collocato una lavagna appositamente pensata per chi varca la soglia per la prima volta: “se al bancone vuoi ordinare usa la lingua dei segni, i bigliettini in bacheca, gesticola, insomma trova tu la soluzione!”. Ad oggi il Bar Senza Nome è un punto di riferimento per i non udenti di tutta Italia.

La Locanda dei Girasoli è un ristorante di Roma che sorge nell’antico quartiere del Quadraro. La sua particolarità è rappresentata dallo staff, composto da ragazzi con la sindrome di Down, di Williams e altre disabilità. La locanda nasce dalla preoccupazione di alcuni genitori che volevano garantire un futuro e uno sbocco professionale ai loro figli disabili: oggi è un ristorante molto apprezzato dai clienti ed offre menù stagionali. Un vero esempio di integrazione professionale e territoriale!

Anche a Milano esiste un locale in cui lavoro disabili e la loro integrazione rappresentano la mission aziendale. Si tratta del ristorante Gusto P. Il tutto nasce da una collaborazione tra l’Onlus L’Impronta e la cooperativa sociale Via Libera: l’idea alla base del progetto è quella di favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità intellettiva. In questo bar ristorante, i disabili sono a diretto contatto con i clienti, gestiscono gli ordini e la cassa: proprietari e dipendenti vogliono avere clienti felici, soddisfatti e che vogliono tornare al Gusto P non per far volontariato ma perché hanno vissuto un’esperienza piacevole.

Lavoro disabili e ristorazione: "Bar Senza Nome" a Bologna e "The Square" a Modena

I giusti ausili per una maggior integrazione

I ristoranti e bar appena elencati sono solo alcuni dei numerosi esempi di come la realtà italiana si stia evolvendo. Grazie alle cooperative, alle onlus e allo spirito di molti imprenditori, il lavoro disabili gode oggi di una maggior attenzione. Dopo tanti discorsi sui diritti dei disabili e sugli ostacoli che incontrano quotidianamente, noi di UP Italia siamo felici di poter raccontare storie di vita a lieto fine, storie che parlano di autonomia, di lavoro e di integrazione.

Il settore della ristorazione è, insieme a quello del turismo, uno dei principali in Italia: se si pensa al nostro Paese, infatti, si pensa subito al cibo e al turismo. Dopo aver raccontato del progetto di HostAbility avviato dalla Regione Lazio, non potevamo ignorare la realtà di una ristorazione integrata.

Tutti questi esempi ben spiegano come i disabili siano in grado di prendere in mano la loro vita, soprattutto grazie al supporto di tante organizzazioni, e di intrprendere una carriera lavorativa se forniti degli appositi ausili e insegnamenti. Le nostre rampe per disabili sono il giusto strumento per garantire a chiunque libertà di movimento e di lavoro.

Con la speranza che il futuro continui a riservarci belle sorprese, gli uffici di UP Italia rimangono a disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento sui nostri prodotti. Contattaci e troveremo la rampa perfetta per le tue necessità.