La storia di Jerry, paraplegico solo parzialmente

La breve storia di una normale persona che convive con una disabilità

La storia di Jerry, paraplegico solo parzialmenteJerry ha compiuto 53 anni ed è padre di quattro figli. È indipendente, ha una casa, ha cresciuto una bella famiglia e i suoi figli, adesso adulti, lo seguono e lo supportano.

Jerry nel 2009 si è ritirato dalla sua attività di programmatore di computer, ed ha iniziato a gareggiare e fare l’allenatore in diversi sport.

Insomma, questo Jerry è sano e vive una quotidianità del tutto normale, tanto che ha persino partecipato alla maratona di Boston.

L'incidente di Jerry

Quello che stupisce è che Jerry ha anche una disabilità da oltre 35 anni.
Nel 1976, infatti, il 3 dicembre [lo stesso giorno in cui è riconosciuta la Giornata internazionale delle persone con disabilità, noi abbiamo raccontato in questo articolo la Giornata del 2017], Jerry fu investito da un guidatore ubriaco.

Questo terribile incidente lo ha lasciato con una parziale paraplegia.

La vita di Jerry non è definita dalla sua disabilità. Vive la vita proprio come chiunque altro, senza disabilità, vive la sua vita normalmente.

C'è molto che posso fare, e ci sono alcune cose che non posso fare.

Ha detto Jerry.

Guido, investo denaro. Non sono ricco, ma non sono povero. Mi piace essere sano ed essere indipendente.

Un susseguirsi di sciocche barriere mentali

Come persona con disabilità, tuttavia, Jerry ha trovato nel suo percorso molte barriere, non solo fisiche, ma anche, e soprattutto, mentali.

Uscendo da un intervento alla cuffia dei rotatori, il complesso muscolo-tendineo della spalla, i suoi specialisti della riabilitazione non riuscivano ad andare oltre la sua disabilità, continuando a somministrargli test e offrendo ulteriori terapie di riabilitazione che però una persona senza disabilità non avrebbe affatto ricevuto.

Una volta si stava preparando per un intervento chirurgico quando un'infermiera ha proclamato: “Non ha bisogno di un'epidurale, è paraplegico".
Jerry ha dovuto informare l'infermiera che era solo un paraplegico “parziale” e che invece avrebbe avuto davvero bisogno di un'epidurale.

Un’altra volta Jerry era in fila in un tribunale dell'Alabama per rinnovare il permesso di parcheggio e rinnovare anche la registrazione del figlio.
Mentre aspettava, vide un dipendente del tribunale che camminava lungo la fila e chiedeva alla gente: “Di cosa hai bisogno?”.
Quando arrivò a Jerry e vide la sua sedia a rotelle, gli chiese invece: “Con chi sei qui?”, dando per scontato che Jerry non potesse essere solo ed indipendente.

Analogamente, Jerry trova difficile andare ai concerti e alle partite di baseball con la sua grande famiglia, o con gruppi di amici, perché raramente i biglietti accessibili ai disabili sono disponibili per più di due persone per volta.

Una presa di coscienza lenta, ma costante

Jerry, convivendo con una disabilità, ha visto tante cose in questi 35 anni: ha visto persistere molti ostacoli e atteggiamenti sbagliati nei confronti delle persone con disabilità.

Ma ha visto anche molti cambiamenti positivi che hanno reso molte persone con disabilità fisicamente attive attraverso opportunità ricreative come il golf, la pesca e persino lo sci sulla neve.

Ora ci sono anche organizzazioni speciali che offrono opportunità ricreative, come la Lakeshore Foundation External, dove Jerry lavora part-time per allenare i giovani al gioco della pallacanestro o a correre in pista.

Jerry afferma:

Non mi aspetto che il mondo ruoti attorno a noi. Io mi adatterò, ma cambiamo il mondo tale che ogni persona con disabilità abbia modo di potersi adeguare.

Nota

Questo articolo è stato tratto e liberamente tradotto dall'articolo in inglese "Disability and Health Stories from People Living with a Disability", sul sito del CDC, Centers for Disease Control and Prevention. È possibile leggere l'articolo in lingua originale a questo link.