Franco e Andrea Antonello: un'incredibile storia di coraggio

Franco e Andrea Antonello: un'incredibile storia di coraggio

Padre e figlio uniti nella battaglia

Franco e Andrea Antonello sono un padre e un figlio uniti da un grande amore e da un rapporto davvero speciale. Andrea è un ragazzo di Castelfranco Veneto nato nel 1993 e affetto da autismo, patologia diagnosticata quando aveva poco più di due anni.

Il padre Franco, un imprenditore nel mondo della comunicazione, ha deciso di combattere insieme a suo figlio Andrea questa patologia, arrivando anche a creare la fondazione “I bambini delle Fate”. Una storia di vita, di amore e di speranza dove i protagonisti sono molto più forti della malattia e di qualsiasi pregiudizio.

Combattere per un futuro migliore

Noi di UP Italia crediamo fortemente che storie come queste debbano essere raccontate, oggi più che mai. Storie in cui la disabilità non esclude il soggetto ma, anzi, lo mette al centro di un progetto sociale estremamente positivo.

Papà Franco ha deciso di cambiare vita in favore non solo del figlio, ma di tutti i ragazzi e i bambini affetti da gravi patologie. Ha lasciato la sua azienda ad alcuni collaboratori e ha avviato una fondazione che potesse aiutare le famiglie con disabili, ben conscio delle loro difficoltà quotidiane.

Questo papà ha sempre ribadito quanto sia difficile per molte famiglie gestire un figlio disabile e, soprattutto, quanto grandi siano le preoccupazioni legate al futuro. Con la sua fondazione “I bambini delle Fate”, Franco vuole dare speranza a queste famiglie, sostenendo numerosi progetti e aiuti in tutta la penisola.

Franco e Andrea Antonello: libro "Se ti abbraccio non aver paura"Negli ultimi anni, Franco e Andrea Antonello hanno ottenuto una crescente attenzione mediatica grazie ai loro viaggi in Sud America e negli Stati Uniti. Questi viaggi sono stati minuziosamente documentati da papà Franco e postati sulla loro pagina Facebook.

Non si trattava di semplici viaggi di piacere volti a scoprire nuove città, ma di percorsi in cui un padre e un figlio hanno approfondito il loro legame, hanno mostrato al mondo cosa possono fare se restano insieme e, soprattutto, che la disabilità non deve essere un ostacolo.

Proprio grazie a questi viaggi, Franco e Andrea Antonello hanno fatto scoprire la loro storia e la loro realtà anche oltre i confini nazionali, ricevendo tanto sostegno e riscontri positivi. Da tutte queste esperienze è nato il libro “Se ti abbraccio non avere paura” scritto da Fulvio Ervas.

In questo libro l’autore ha raccolto tutta la storia e le esperienze di Franco e Andrea Antonelli così come gli sono state raccontate dallo stesso Franco. Un libro fatto non solo di amore e promesse, ma anche di ostacoli, problemi e preoccupazioni affrontate sempre con il sorriso dai due protagonisti: il tutto in barba all’autismo.

Dal libro al film di Gabriele Salvatores

Franco e Andrea Antonello: film "Tutto il mio folle amore"È impossibile non affezionarsi a Franco e Andrea Antonello, alla loro forza di volontà e alla voglia di cambiare le cose in Italia per mostrare che le famiglie con disabili a carico dovrebbero godere di maggiori aiuti per una vita migliore.

Il libro di Ervas ha raccolto così tanto consenso e ammirazione che un mostro sacro del cinema italiano, Gabriele Salvatores, ha deciso di utilizzare quell’opera per creare un film ugualmente importante e dallo stesso impatto sociale: “Tutto il mio folle amore”.

Liberamente tratto dal libro di Ervas, in “Tutto il mio folle amore” i nomi dei protagonisti sono diversi, così come le dinamiche famigliari. Ciò che rimane è anche l’aspetto più importante: un figlio autistico e un padre che, per conoscerlo meglio, decidono di intraprendere un lungo viaggio in moto.

Un viaggio non solo fisico ma anche, e soprattutto, interiore, un percorso che tocca le anime dei protagonisti e di tutti coloro che entrano in contatto con loro.

"Tutto il mio folle amore" è uscito nelle sale italiane il 24 Ottobre ed è stato un grande successo, così come lo era stato al Festival del Cinema di Venezia, evento a cui ha preso parte come film fuori concorso.

Queste sono le storie belle, quelle che vorremmo sentire più spesso. Storie in cui i disabili non solo ricevono tanto aiuto e supporto, ma riescono anche a ottenere l'attenzione necessaria per portare avanti importanti progetti grazie al sostegno di numerose aziende.