Disability Pride Italia 2018: il diritto di essere cittadini tra i cittadini

Disability Pride 2018: la giornata nazionale dell'orgoglio delle persone con disabilità. In occasione della quarta edizione, il corteo ha sfilato per le strade di Roma

Per la prima volta a Roma, in contemporanea con Brighton e New York, il Disability Pride, giunto alla sua quarta edizione, il 15 luglio 2018 ha attraversato le vie del centro: il corteo è partito da piazza Venezia e, attraverso via del Corso, è giunto a piazza del Popolo.

L’iniziativa, organizzata dalla Disability Pride Onlus in collaborazione con la Fondazione Anmil (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) e sostenuta da numerosissime associazioni di categoria, nonché da organizzazioni sensibili a queste tematiche sociali, è stata inoltre patrocinata dal Parlamento Europeo, dall’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e anche dall’Ambasciata Britannica.

Disability Pride Italia 2018: il diritto di essere cittadini tra i cittadiniIl Disability Pride Italia 2018, il pride della disabilità, è la manifestazione che ha come obiettivo quello di portare la disabilità nella sua interezza e complessità tra la gente comune, rivendicando con orgoglio il diritto di essere cittadini tra i cittadini.

Il Disability Pride si è notevolmente rinnovato ed ha cambiato forma: non più solo convegni sulle tematiche più spinose relative al mondo della disabilità e spettacoli in luoghi chiusi e per questo raggiungibili da un pubblico ristretto, come nelle precedenti manifestazioni.

Quest'anno è stato organizzato un vero e proprio corteo aperto a tutti lungo le vie di Roma, che è terminato in piazza del Popolo con una serata ricca di esibizioni artistiche.

Si è svolto così uno degli ormai più importanti appuntamenti del mondo dell’attivismo per la difesa dei diritti della persone con disabilità in Italia.

Disabili e non: tutti in piazza per affermare con determinazione che la disabilità è solo una delle tante possibili condizioni umane e non può essere ignorata o nascosta, perché riguarda tutti, anche se spesso fa paura, o crea disagio perché non si conosce a sufficienza.

Una marcia per gridare alla società che le persone disabili hanno gli stessi diritti e doveri degli altri e che è arrivato il momento di prenderne atto e collaborare insieme per costruire una società inclusiva a tutti gli effetti.

Disability Pride Italia 2018: il diritto di essere cittadini tra i cittadini

L'importanza della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità

Non vogliamo un raduno di disabili, ma una festa accessibile per tutti. In Italia le leggi che tutelano le persone con disabilità spesso non vengono di fatto attuate.

Hanno tenuto a specificare gli organizzatori che vogliono più di tutto accertarsi che al più presto siano riconosciute le pari opportunità, non vedendo le persone disabili come un peso, ma una risorsa per la società.

È con questo spirito che una decina di organizzazioni che sostengono le persone con disabilità hanno deciso di scendere in piazza per rivendicare "gli stessi diritti per tutti” e ricordare in particolare che in Italia le leggi che tutelano i disabili non vengono sempre realmente attuate: basti pensare come a Milano solo una piccola percentuale di negozi si sia adeguata al nuovo regolamento edilizio (2015) che ha imposto alle attività commerciali di dotarsi di rampe portatili per garantire l'accessibilità ai locali alle persone in carrozzina.

Disability Pride Italia 2018: vignetta di Vauro Senesi

Il fulcro centrale della giornata è la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità che, secondo gli organizzatori dell’iniziativa, “troppo spesso nel nostro paese viene in parte disattesa o, a volte, addirittura neanche applicata.

Una delle prime cose da fare per aiutare milioni di famiglie che hanno un parente con disabilità è quello di incrementare il Fondo per la non autosufficienza, al momento assolutamente insufficiente di fronte a bisogni urgenti e in crescita”.

La Disability Pride Onlus intende valorizzare le diffuse sensibilità e stimolarne di nuove, considerate dai promotori come le premesse necessarie per favorire le condizioni che permettano la nascita e l’avanzamento di progetti concreti in grado di incidere positivamente nella vita di chi si trova in una condizione di svantaggio.

“La celebrazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità – dice a Ilfattoquotidiano.it il presidente della Disability Pride Onlus, Carmelo Comisi – non deve però far dimenticare che affinché ci sia una vera inclusione è necessario anche un cambiamento culturale che passa necessariamente per la conoscenza, da parte della gente ‘comune’, del mondo della disabilità, con le sue varie sfaccettature”.

Comisi aggiunge che “il mondo della disabilità è troppo ampio, quindi non tutti gli aspetti che riguardano i disabili verranno trattati in occasione della nostra iniziativa, ma questo non è un limite, anzi è il riconoscimento del fatto che determinate tematiche vanno trattate con chi ha l’autorità per farlo”.

Chi ha partecipato

Disability Pride Italia 2018: il diritto di essere cittadini tra i cittadiniL'intero spettacolo è stato trasmesso in diretta da RadioItaliaAnni 60 fino alle ore 23.30 sotto la direzione artistica di Maurizio Martinelli.

Le performance sono state intervallate dagli interventi delle istituzioni, rappresentanti dei partner della manifestazione e persone che hanno contribuito all'evento con testimonianze toccanti per accendere i riflettori sulle problematiche riguardanti il mondo della disabilità.

Gli artisti che si sono esibiti sono stati: Danilo Amerio; Anonimo Italiano; Vincenzo Capua; Claudio Carlucci; Marco Catania; Mimmo Cavallo; Lisa; Mani Bianche; Marco Martinelli; Simona Mieli; Milk & Coffee; Mariella Nava; Johnny Ponta; Renzo Rubino; Rocco Tanica; Paolo Vallesi; Edoardo Vianello.

Hanno presentato lo spettacolo Stefano De Sando, Luce Tommasi e Giada Di Miceli.

Infine, ecco come risponde Comisi alla domanda "perché partecipare al Disability Pride?"

Per celebrare insieme a noi la convenzione ONU sui diritti delle persone disabili, della quale alcuni articoli sono stati letti durante il corteo dagli studenti del corso di recitazione del CSC, (Centro sperimentale cinematografia) per dire a tutti che un mondo più inclusivo è un mondo migliore!