Brutti e Cattivi: un film italiano politicamente scorretto

Brutti e Cattivi, la commedia politicamente scorretta di Cosimo Gomez, con Claudio Santamaria nei panni di un mendicante disabile che tenta un colpo grosso in banca!

Sono brutti, cattivi e decisamente scorretti i protagonisti del film di Cosimo Gomez, qui al suo esordio da regista. Ed è proprio la scorrettezza la regola alla base del film Brutti e Cattivi, un’insolita commedia dark all’italiana, ispirata già dal titolo ai grandi classici del passato, ma rivisitata in chiave contemporanea con un'attenzione estrema al contesto sociale attuale.

Brutti e Cattivi è la storia di una banda di criminali disabili, pronti a tutto per ottenere il proprio malloppo, quello di una rapina organizzata ai danni di una banca. Il fatto di essere disabile non ti rende meno criminale: comincia da qui una rocambolesca giostra di eventi in cui tutti fregano tutti, tutti uccidono tutti, senza distinzione e senza che la disabilità possa essere determinante o discriminante.

Brutti e Cattivi - Clip del filmQuattro disabili che ruotano attorno ad una parrocchia di periferia s’improvvisano rapinatori per fare il colpo che cambierà la loro vita: il Papero, Ballerina, il Merda e Plissé.

Non importa se il primo è senza gambe e Ballerina, la sua bellissima moglie, non ha le braccia; non importa se Merda è un rasta tossico e Plissé un nano rapper: anche se disabili, non vedono ostacoli e pensano fermamente che tutto sia possibile.

Ogni membro dell’improbabile banda di disabili sembra avere un piano tutto suo per tenersi il malloppo e improgliare gli altri.

Una commedia estremamente divertente e politicamente scorretta che non risparmia nessuno: coinvolge fin dal suo inizio e accompagna lo spettatore nel racconto tenendo un buon ritmo per tutto il film.

Brutti e cattivi ha ben poco da spartire con la tradizione filmica italiana, si potrebbe quasi azzardare ad un'apertura alla produzione internazionale: una regia consapevole, una fotografia pulita, attori perfettamente inquadrati nei loro ruoli, una sceneggiatura solida e ben giocata sugli incastri delle varie storie che si intrecciano.

Lo spettatore non può che empatizzare con le rocambolesche (dis)avventure dei personaggi della banda disabili, tifando per loro e assecondando quella insaziabile voglia di riscatto sociale collettivo.

Politicamente scorretto, il film di Gomez non osa ovviamente ironizzare sulla disabilità, quanto piuttosto su una certa umanità avida, arrivista e spregiudicata che circonda i protagonisti.

Il disegnatore e regista Cosimo Gomez apre il sipario al suo primo film Brutti e Cattivi, senza peli sulla lingua:

L’idea scorretta che mi è venuta in mente mi ha divertito sin dal primo momento: ogni essere umano può essere cattivo. Anche con i disabili c’è l’uso comune di avere un falso pietismo. Chi di noi ha in famiglia un disabile o lavora con la disabilità sa quanto detestino essere compatiti [vedi l'articolo "Le storie sulla disabilità non devono per forza essere tristi", sul sito dei nostri amici di IdeAbile, Carrozzine per Disabili]. Quest’idea ha cominciato a girarmi in testa sei anni fa: mi sembrava scorretto e divertente pensare a una banda di disabili falsi e cialtroni. Ci tengo a dire però che non è in nessun modo un film ironico sulla disabilità, vuole porre invece l’accento sull’amore. La disabilità rimane un tema centrale, ma fondamentalmente i protagonisti lottano per un obiettivo e per la propria felicità, come ognuno di noi. Pensano che la felicità siano questi 4 milioni, una felicità legata all’avidità. Alla fine però scopriranno che la ricompensa migliore è l’amore.

Brutti e Cattivi - illustrazione Gomez

Cosimo Gomez ha lavorato svariati anni alla realizzazione della sceneggiatura di Brutti e Cattivi, spendendo intere giornate a disegnare bozzetti, storyboard ed a scrivere la trama assieme a Luca Infascelli.

La sceneggiatura di Brutti e Cattivi si basa sul soggetto con cui Cosimo Gomez vinse nel 2012 il premio Solinas dedicato all’arte della cinematografia e grazie al quale il produttore cinematografico Fabrizio Mosca si dimostrò interessato al progetto ed iniziò a sostenerlo:

La tendenza negli ultimi anni è quella di voler fare commedie diverse e che giochino sulla commistione tra generi e linguaggi differenti fra loro. Abbiamo avuto in Rai Cinema e nei partner stranieri molto consenso per questo nuovo progetto che io e Gomez vogliamo portare avanti.

Dalle diverse parole spese per questo film, Claudio Santamaria, uno dei protagonisti, ha dichiarato:

Sono disabili, ma rendono possibile ogni impresa: la loro disabilità non è il centro del film. È l'uguaglianza. Il titolo? Anche tributo al grande film con Manfredi. Siamo politicamente scorretti, per fortuna!

Il rapper Simoncino debutta al cinema

Brutti e Cattivi -  SimoncinoTra gli attori del cast c’è Simone “Simoncino” Martucci, giovane rapper di Tivoli, che a causa di una malattia genetica chiamata osteogenesi imperfetta, già dall’età di tre anni ha subito un blocco della crescita costringendolo a rimanere sulla sedia a rotelle fino ai 13 anni.

Il ruolo affidato a Simoncino richiedeva un attore con una disabilità e per il cantante la bassa statura non è mai stato un ostacolo:

In passato produttori e registi mi proponevano ruoli ridicolizzanti e ho sempre rifiutato, non faccio per soldi cose che non voglio. Invece grazie a questo film ho avuto la possibilità, e ne sono molto contento, di portare l’attenzione delle persone sul fatto che la disabilità non è una cosa per cui bisogna essere compatiti: abbiamo una vita come quella di tutti e possiamo fare tutto come tutti.

In un’altra intervista si riferisce così alla sua passione diventata lavoro:

La musica la faccio con il cuore, non per soldi. La mia musica è come dovrebbe essere il vero rap: sfoghi personali che raccontano il disagio e le proprie emozioni. Ai ragazzetti di tredici-quattordici anni regalo le mie magliette perché mi fa piacere, non voglio guadagnarci. Il mondo del cinema è sempre stata una passione, ma spero di poterci costruire il mio futuro e dare vita ai miei sogni!

Le mancanze possono generare virtù impreviste

Brutti e cattivi smonta pezzo per pezzo l’impalcatura della rappresentazione conformistica della disabilità al cinema rendendola però molto più umana e molto più veritiera, rappresentando una realtà nella quale handicap e normalità si intreccino liberamente, senza alcun tipo di censura.

Le disabilità sono spesso descritte con parole non poco gradevoli, pregiudicate e sottovalutate in quanto tali da tutti gli stolti e gli ignoranti. Il rapporto tra cinema e disabilità è un rapporto spesso teso, appeso a un filo, in bilico tra una rappresentazione buonista, patetico e al contempo troppo sdolcinato.

Brutti e cattivi mostra la disabilità finalmente normalizzata, ed anzi massacrata dagli stessi personaggi: ci ricorda che ogni essere umano può essere cinico, spietato e cattivo indipendentemente dal fatto di avere o meno una disabilità.

Prima che il rappresentante di una categoria, il disabile è una persona che può scegliere che direzione dare alla propria vita con il proprio modo di relazionarsi con gli altri, in quanto le mancanze possono a tutti gli effetti generare virtù impreviste e diventare punti di forza.

I problemi fisici dei personaggi, le loro disabilità, rappresentano delle variabili tra le tante, senza diventare il perno attorno al quale ruota l’intera narrazione cinematografica.